15/01/07

LE NOSTRE RICERCHE: gli animali.

Nell'ambito dello studio sulle fasce climatiche della Terra, abbiamo parlato dei vari ambienti del pianeta e degli animali selvatici che li abitano. Ognuno ha scelto liberamente un animale da porre come oggetto di ricerca. Il compito è stato assegnato per le vacanze, e al rientro ognuno ha raccontato la sua ricerca in classe. C'era il suggerimento di semplificare e riassumere i testi scritti, anche se ciò non è stato fatto da tutti, comunque il risultato è interessante e vale lo sforzo di leggerle.

MS.

IL LEONE



Nome comune: LEONE
Nome scientifico: Panthera Leo
Famiglia: Felidi
Ordine: Carnivori
Classe: Mammiferi

CARATTERISTICHE:

Il leone può raggiungere una lunghezza di 250 cm, la coda sino a 90 cm e un'altezza di 100 cm.
Il peso nei maschi può raggiungere i 200 kg. Il colore della pelliccia varia dall'ocra al grigio a seconda dell'ambiente colonizzato. Le femmine sono di dimensioni inferiori e la loro pelliccia è più chiara. Sia i maschi che le femmine presentano un ciuffo all'estremità della coda. Solo i maschi presentano la criniera, la cui dimensione varia da individuo ad individuo: essa può essere utile per proteggere i maschi nei combattimenti, può rappresentare un carattere distintivo evidente durante gli spostamenti in aree nuove, e può indicare lo stato di salute dell'animale (più folta è la criniera e più forte è il leone).

VITA ED ABITUDINI:

Il leone è una specie sociale e raramente s'incontrano animali solitari. Generalmente il gruppo è costituito da 2-4 giovani maschi, da 1-3 maschi adulti, da svariate femmine (sino a 15) con i giovani di diverse età. I giovani leoncini vengono allontanati dal gruppo all'età di 1 anno ½ - 2.
La caccia avviene principalmente di notte e può essere eseguita individualmente o in gruppo. In quest'ultimo caso il gruppo spinge la preda verso l'imboscata, dove ad attenderla c'è generalmente una femmina che, spesso con un solo colpo all'altezza della spina dorsale, riesce ad abbattere l'animale. I maschi adulti hanno priorità assoluta nell'accedere alla preda, seguono le femmine e alla fine si nutrono i giovani. Le prede sono rappresentate principalmente da zebre, gazzelle, antilopi, talvolta piccoli di giraffa, di ippopotamo o di elefante. In condizioni di
emergenza il leone si nutre di piccoli mammiferi, di uccelli, di coccodrilli e, talvolta, anche di altri leoni (cannibalismo). La maggior parte dell'attività di caccia è svolta dalle femmine, mentre i maschi si limitano a mantenere ed eventualmente a difendere la propria dominanza.
La competizione tra maschi per controllare i gruppi di femmine è molto intensa. Quando un maschio subentra in gruppo non è raro che elimini i cuccioli (infanticidio). Questo comportamento, ai nostri occhi cruento e incomprensibile, ha un significato importante e preciso: assicura il maschio, infatti, che la femmina sia fertile più velocemente e che il branco non includa discendenti del suo predecessore.
Le leonesse possono accoppiarsi ogni 3 mesi per circa 4-8 giorni e l'accoppiamento, con il maschio più forte, si può protrarre per parecchi giorni. Alla fine della gestazione (102-113 giorni) nascono mediamente 2-3 piccoli che iniziano ad essere attivi dopo circa 6 settimane. Lo svezzamento generalmente avviene dopo circa 6 mesi. I giovani raggiungono la maturità sessuale a 18 mesi, ma la capacità di predare giunge a circa 2 anni. La crescita si completa a circa 5-6 anni. Normalmente in natura un leone vive 13-15 anni, anche se in cattività si sono raggiunti i 30 anni.

DOVE E’ POSSIBILE INCONTRARE IL LEONE:

L'habitat è rappresentato dalla savana e dalla boscaglia (in India anche dalla foresta). Il leone può sopravvivere in ambienti particolarmente aridi, grazie ai liquidi contenuti nelle prede e nelle piante.
Lo possiamo incontrare in Africa centrale e meridionale e, una ridotta popolazione, è presente in India.

CURIOSITA’:
Il ruggito del leone può essere percepito sino ad 8 km di distanza.

ricerca a cura di Leo. A.

LA RENNA




La renna è un mammifero erbivoro originario delle regioni artiche e subartiche.
Appartiene alla famiglia dei cervidi, rispetto al cervo le renne sia il maschio che la femmina si presentano con palchi di corna.
Le corna del maschio sono più appiattite all’estremità, sono più lunghe e ramificate rispetto a quelle delle femmine.
Le renne si trovano dalla Norvegia all ‘ Asia Centrale, alla fine del XIX secolo fù importata in Alaska, Labrador e Terranova dove diede origine a una nuova razza chiamata Caribù.
La Renna è un animale robusto con le zampe relativamente corte e sottili, il maschio è più grosso della femmina.
Il mantello è folto e bruno, è più scuro in estate e più chiaro in inverno, sotto il collo sopra le zampe e intorno alla coda è quasi bianco.
Gli zoccoli sono larghi e divaricabili per facilitare i movimenti sulla neve che ricopre frequentemente il suo habitat.
La renna essendo un erbivoro si nutre di: erbe, muschi e licheni che durante l'inverno trova scavando nella neve con le corna e gli zoccoli.
La renna viene allevata dai Lapponi che la usano come animale da lavoro, come cibo e la pelle viene utilizzata per fabbricare indumenti.

ricedrca di Fra. Ul.

IL CAMMELLO



Introduzione
Cammello Nome comune di un mammifero di grossa taglia appartenente all’ordine degli artiodattili, classificato Camelus bactrianus nella famiglia dei camelidi e diffuso negli altipiani dell’Asia centrale. Il cammello si differenzia dal dromedario (Camelus dromedarius), che appartiene allo stesso genere, ma costituisce una specie diversa per l’abbondante mantello di cui è dotato nella stagione fredda e per il numero di gobbe dorsali: due nel cammello, una nel dromedario. Alcuni zoologi ritengono che il dromedario e il cammello siano due varietà di un’unica specie; questa tesi sarebbe suffragata dal fatto che le differenze anatomiche tra i due sono di piccola entità (l’unica gobba del dromedario è in realtà il risultato della fusione di due gobbe) e che i due animali possono incrociarsi.
CARATTERISTICHE E COMPORTAMENTO
Rispetto al dromedario, il cammello ha zampe più corte e una costituzione più massiccia. È alto circa 1,5 m al garrese. Sulle zampe, in corrispondenza delle articolazioni, e sul petto possiede delle zone di cute callosa e ruvida su cui poggia quando riposa; queste callosità non sono dovute all’usura, ma sono presenti fin dalla nascita. Il manto invernale, lanoso e abbondante, viene perso d’estate, quando l’animale rimane quasi completamente nudo. Una caratteristica peculiare del cammello è la forma dei suoi globuli rossi, che sono ovali anziché circolari come in tutti gli altri mammiferi. Altra particolarità di questo animale è la possibilità, nel maschio, di gonfiare a palloncino la parte posteriore del palato, detta palu, nei momenti di eccitazione sessuale.
L’eccezionale resistenza che lo caratterizza consente al cammello di sopportare il clima proibitivo dell'altopiano del Tibet, dove la temperatura sale a 60 °C d'estate e precipita a valori artici d'inverno; il suo corpo, infatti, subisce senza problemi sbalzi della temperatura interna di 5 °C ed è in grado di immagazzinare calore durante il giorno, dissipandone l’eccesso di notte. Note sono anche le capacità del cammello di resistere alla sete: producendo urine molto concentrate e riducendo l’evaporazione diurna, esso può far durare a lungo le riserve di liquidi del proprio corpo, sopportando una perdita d’acqua pari fino al 25% del proprio peso. Quando poi trova una sorgente abbondante, può bere e incamerare 100 litri di acqua. Le gobbe, spesso erroneamente ritenute riserve d’acqua, sono invece riserve di grasso, che vengono riassorbite quando il cibo – piante erbacee, cardi, rami anche spinosi – scarseggia. L’andatura del cammello è quella tipica ad ambio, che consiste nel portare avanti contemporaneamente entrambe le zampe di uno stesso lato.
IL CAMMELLO E L’UOMO
A parte piccoli gruppi che vivono allo stato selvatico ai margini del deserto di Gobi, i cammelli sono animali completamente addomesticati. Le loro doti di resistenza e di forza ne hanno sempre fatto preziosi animali da soma, capaci di trasportare carichi di oltre 450 kg e di coprire fino a 50 km al giorno, seppur alla velocità ridotta di 4 km/h. Come pure i dromedari, i cammelli forniscono carne, latte e cuoio. La loro lunga lana viene usata per fabbricare cordame, pennelli e un tessuto molto pregiato, caldo e leggero.

ricerca di Sau. Gia. immagini dal web

IL GHEPARDO



Il ghepardo vive in certe zone dell’India e in gran parte dell’Africa. Appartiene alla famiglia dei Felidi e il suo nome scientifico è Acimonyx Jubatus. Il suo corpo può essere lungo fino a 1,5m e ha una forma molto snella e adatta alla corsa, infatti è l’animale più veloce del mondo e pare che raggiunga anche i 113km/h. La sua testa è piccola e tondeggiante. Ha grandi occhi sotto ai quali presenta 2 lacrimatoi scuri.
Le orecchie sono corte e arrotondate, ha lunghi arti con unghie non retrattili. Il suo manto è di colore ocra chiaro con macchie nere tondeggianti. Il collo è breve ed è adorno di una piccola criniera. Ha una coda lunga fino a 75cm. Ha anche 2 strisce nere che partono dall’angolo anteriore dell’occhio e giungono sino alle labbra, abbracciando quindi la parte anteriore del muso. Lui caccia sia di notte, che di giorno, però preferisce il giorno, e non la notte come i Leopardi. Per cacciare si abbassa nell’erba alta, si avvicina alla preda, la sceglie e fa un gran balzo, così, ha guadagnato un po’ di metri, e poi inizia l’inseguimento della preda. Il ghepardo come tutti i mammiferi è viviparo, cioè partorisce, e fa circa 2/3 cuccioli a cucciolata. Stranamente i Ghepardi si possono addomesticare, anche se presi da adulti. Questa specie si sta estinguendo, nel 1900 si calcolava che ci fossero circa 100.000 ghepardi in 44 paesi, oggi ne sopravvivono circa 12.000 in 26 paesi, soprattutto in Africa, questi animali stanno compiendo degli sforzi enormi per la loro sopravvivenza, tuttavia il numero tende a diminuire.

ricerca di Ale. T.

14/01/07

Alcuni criteri di divisibilità dei numeri interi.

Definizione: la divisibilità è la proprietà di un numero intero di essere divisibile per un altro, senza resto.
I criteri di divisibilità vengono utilizzati per stabilire se un numero intero è divisibile per un altro numero intero anche senza eseguire la divisione.

per 2
un numero è divisibile per 2 se termina con zero o una cifra pari: 2-4-6-8

per 3
un numero è divisibile per 3 se la somma delle sue cifre è 3 , 6 o 9

per 4
un numero è divisibile per 4 se le ultime due cifre sono 00 oppure formano un numero multiplo di 4

per 5
un numero è divisibile per 5 se la sua ultima cifra è 0 o 5

per 6
un numero è divisibile per 6 se è contemporaneamente divisibile per 2 e per 3

per 7
è un po’ complicato: ad esempio 483 è divisibile per 7, perché 48 – (3x2) = 48-6= 42 che è divisibile per 7 --- bisogna cioè togliere la cifra delle unità e raddoppiarla e poi toglierla dalle altre cifre.

per 8
un numero è divisibile per 8 se termina con tre zeri o se è divisibile per 8 il numero formato dalle sue ultime 3 cifre

per 9
un numero è divisibile per 9 se la somma delle sue cifre è 9 o un numero multiplo di 9

per 10
un numero è divisibile per 10 se la sua ultima cifra è 0

per 12
un numero è divisibile per 12 se è contemporaneamente divisibile per 3 e per 4

per 25
un numero è divisibile per 25 se il numero formato dalle ultime 2 cifre è divisibile per 25, cioè 00, 25, 50, 75

per 100
un numero è divisibile per 100 se le ultime due cifre sono 00

(un frattale è una figura che si ottiene partendo da una formula matematica)

25/12/06

Giochi: la Pista di babbo Natale - Scivolare sul ghiaccio...


Provate anche a battere il record... mondiale di lancio in scivolata dell'animale sul ghiaccio. Ecco il link:
http://www.miniclip.com/games/ice-slide/en/



Per chi ha la fortuna di collegarsi in questi giorni di festa al Blog, c'è una piccola sorpresa: seguite il link qui sotto per giocare a costruire la pista di babbo Natale, fino a scalare tutta la montagna, il divertimento è assicurato.
http://www.miniclip.com/games/snow-line/en/

20/12/06

Le Zone climatiche della Terra.


Le zone climatiche terrestri possono essere distinte in tre tipologie:
zona tropicale
zona temperata
zona glaciale


La zona tropicale
è la zona del globo terrestre compreso tra i due tropici: il Tropico del Cancro a Nord ed il Tropico del Capricorno a Sud. Questa zona è quindi delimitata dai paralleli di latitudine 23° 27' Nord e 23° 27' Sud, estendendosi per 46° 54'.
Questa zona è caratterizzata dal fatto che i dì e le notti sono prossimi entrambi alle 12 ore durante tutto l'anno. Questo è dovuto al fatto che i raggi solari (a mezzogiorno) sono sempre quasi perpendicolari al terreno determinando un clima caldo costante durante tutto l'arco dell'anno.
È l'unica zona in cui è possibile osservare il fenomeno del sole allo zenith: quando i raggi del sole arrivano al suolo perpendicolari facendo scomparire tutte le ombre. Questo fenomeno capita durante il mezzogiorno del 21 giugno (solstizio d'estate) al Tropico del Cancro ed il 21 dicembre (solstizio d'inverno) al Tropico del Capricorno; nelle altre zone comprese nella fascia capita invece due volte all'anno.
Le temperature medie di questa zona sono tra le più elevate del pianeta causando una forte evaporazione delle acque (ci sono fiumi e laghi che annualmente o saltuariamente vengono completamente prosciugati dall'evaporazione) ed un clima costantemente caldo. In tale fascia si alternano zone caraterizzate da forti precipitazioni che generano le foreste tropicali o pluviali a zone dove le precipitazioni sono molto scarse dove si sono creati i più grandi ed aridi deserti della Terra. In questa fascia è molto raro che vi siano delle nevicate a basse quote. L'acqua superficiale degli oceani, riscaldata dal Sole, forma varie correnti marine, tra cui la famosa è la corrente del Golfo del Messico che mitiga gli inverni nel nord-ovest dell'Europa.



La zona temperata
è suddivisa in due zone: la prima compresa tra il Circolo polare artico ed il Tropico del Cancro; la seconda compresa tra il Tropico del Capricorno ed il Circolo polare antartico. È caratterizzata da una netta suddivisione delle 4 stagioni ed una durata del giorno e della notte variabile durante l'arco dell'anno.

Per zona temperata si intende l'area geografica compresa tra i 30 e i 60 gradi di latitudine. Nell’emisfero boreale, alle medie latitudini, le terre emerse sono molto estese. Oltre all’Europa, fanno parte di quest’area climatica il Canada meridionale, Gli Stati Uniti la Cina e l’Asia centrale. Nell’emisfero australe, invece, alle stesse latitudini, sono pochissime le terre emerse: la zona meridionale dell’America Latina, comprendente la Patagonia argentina e parte del Cile, il Sudafrica, il sud dell’Australia, la Nuova Zelanda e la Tasmania rappresentano gli ambienti temperati.

Idrografia
Le zone temperate sono molto ricche di corsi d’acqua, anche a causa delle abbondanti precipitazioni. La loro presenza ha favorito lo sviluppo dell’agricoltura e, di conseguenza, gli insediamenti umani


Clima
In un’area talmente vasta, come quella temperata, il clima presenta grandi varietà. Catene montuose imponenti, grandi pianure, isole, penisole, baie e altopiani contribuiscono a differenziare le condizioni climatiche di queste zone. E’ possibile, difatti, individuare almeno tre tipi di clima.
* Clima subtropicale umido: tra il 20° e il 35° parallelo. Inverno fresco e secco, estate calda e umida spesso influenzate dai monsoni. La temperatura scende, d’inverno, sotto i 10° e sale, d’estate, sopra i 40°.
* Clima mediterraneo: è caratterizzato da temperature medie ed elevate in estate, ed inverni miti, le precipitazioni sono concentrati nei mesi invernali. La vegetazione tipica è la macchia mediterranea.
* Clima temperato fresco oceanico: presente nelle regioni tra il 35° e 60° parallelo. Sono caratterizzate da inverni miti ed estati fresche con piogge frequenti. La vegetazione è costituita da brughiera e foreste di latifoglie.

Nonostante alcune diversità, esistono tre principali caratteristiche che li accomunano, quali:
* la presenza di quattro stagioni sufficientemente diverse tra loro
* delle temperature moderate che garantiscono la crescita della vegetazione
* delle precipitazioni abbondanti che contribuiscono allo sviluppo vegetale.

Il paesaggio naturale
Nelle zone temperate sono presenti tre tipi di formazioni vegetali spontanee:
* la foresta mista (conifere e latifoglie) o la foresta di latifoglie;
* la prateria
* la macchia mediterranea, con alberi e arbusti che si adattano alla siccità estiva.
L’importanza della vegetazione forestale caratterizza le zone temperate, nell’emisfero nord. Anche se gli esseri umani hanno operato enormi distruzioni, le foreste coprono:
* In Europa 140 milioni di ettari.
* In Russia-Siberia 910 milioni di ettari.
* In America del nord 733 milioni di ettari.
* In Giappone circa la metà dell’intero paese.

Le foreste temperate hanno quasi sempre una specie dominante di alberi decidui (che perdono tutte le foglie nello stesso periodo dell’anno); in alcuni casi, piuttosto rari per la verità, ne sono presenti due o tre specie e solo vicino alle coste orientali ci sono grandi varietà di flora. Le foreste più estese del mondo sono costituite da conifere. Alle alte quote montane, si trovano foreste con le caratteristiche della taiga.

La taiga è una sterminata foresta che si estende lungo tutta la Russia, dal confine con la Finlandia fino all’isola di Sakhalin, vicino al Giappone. Si tratta di una “cintura verde”, che misura quasi venti volte l’Italia; non è ricca di tante specie vegetali, essendo una distesa “senza fine” di conifere, anche se nella parte meridionale è composta da alberi a foglia larga. E’ un’importante riserva di biodiversità popolata da un numero di animali e vegetali superiore a quello dei vicini, e molto sfruttati, boschi della Scandinavia. Ed è proprio per questi animali, molti dei quali a rischio di estinzione (è il caso della tigre siberiana o del leopardo dell’Amur), che la taiga rappresenta un rifugio perfetto. Habitat ideale per moltissime specie di animali, la taiga è fondamentale anche per la nostra esistenza perché contribuisce a regolare il clima: le sue piante, che occupano ben nove fusi orari, assorbono enormi quantità di carbonio.
Nonostante nelle aree più popolate le conifere siano state favorite rispetto ad altre specie per la loro crescita più rapida, scendendo da nord verso sud, alle conifere si sostituiscono le betulle, le querce, i faggi, gli olmi, i frassini e le latifoglie in genere. E’ possibile trovare anche boschi di castagni e noccioli. Si tratta di ambienti forestali. Nelle foreste di alberi decidui, a seconda delle stagioni, cambia l’aspetto dell’ambiente naturale. In primavera la situazione di questo habitat è resa difficile a causa delle possibilità di gelate e delle repentine variazioni climatiche. In estate c’è una temperatura tra i 15° C e i 22° C e le piante sono diverse, a seconda del calore e delle piogge. In autunno la caduta delle foglie secche colora di tantissime tonalità la foresta. In inverno, senza foglie, c’è poca vita. In molte zone degli Stati Uniti e del Giappone, così come in molte zone d’Europa, la foresta decidua è stata eliminata in pianura. Gli alberi delle foreste sono generalmente di taglia media (dai 20 ai 30 metri). Nel Nord America ci sono foreste di sequoie, alberi sempreverdi dal legno di colore rossastro. Le sequoie sono tra gli alberi più alti e longevi al mondo. L’albero più alto della Terra, secondo gli americani, è una sequoia sempervirens che si trova nel Redward National Park, in California. E’ chiamata Howard Libby Tree e raggiunge i 112 metri di altezza. Nel National Park c’è anche la sequoia più voluminosa del mondo: l’“Albero del generale Sherman”. Pesa 1385 tonnellate, ha un tronco che, alla base, misura i 31 metri di circonferenza, ed ha un’età che va dai 2.500 ai 3.000 anni. Non è però l’albero più vecchio della Terra. Ci sono, infatti, alcuni esemplari di pinus aristata californiani che hanno quasi cinquemila anni.


La zona glaciale
è suddivisa in due zone: la prima sopra il Circolo Polare Artico; la seconda sotto il Circolo Polare Antartico. È caratterizzata da un clima molto rigido e dalla presenza di ghiacci perenni a tutte le quote (tranne dove il clima troppo secco non impedisce le precipitazioni). Il Sole non tramonta mai per 6 mesi consecutivi (detto il giorno polare), mentre nei successivi 6 non sorge mai (detta la lunga notte polare).

(testo tratto da Wikipedia, immagini da Glossario Museo della Scienza)

Tom and Jerry a Napoli


Decicato alla memoria di Joseph Barbera uno dei geni, del cartone animato, dei nostri tempi.

16/12/06

Le prove del 9 delle 4 operazioni.









Un promemoria delle prove del 9 di tutte e 4 le operazioni. Cliccate sulle immagini per ingrandirle.
Nei nostri siti web preferiti potrete trovare il link ad una pagina di Wikipedia, che contiene una versione della prova del 9 della moltiplicazione e della divisione leggermente diversa da quella da noi fatta in classe, i numeri difatti di moltiplicando e moltiplicatore vengono posti in alto.

10/12/06

L'Universo: una delle lezioni del maestro.


Questa immagine ci mostra un angolo dell'Universo, ripreso dal telescopio spaziale Hubble. Ingrandedola tramite il click del mouse ci viene rivelato che molti dei puntini luminosi che vediamo nel cielo notturno sono delle Galassie, cioè dei giganteschi aggregati di gas e polveri spaziali nei quali nascono milioni di stelle, cioè corpi gassosi che emanano luce propria, e si presume milioni di pianeti dai corpi solidificati.

IL BIG BANG

Gli scienziati ipotizzano che l'Universo sia nato 14,6 miliardi di anni fa da una gigantesca eplosione il "Big Bang". Il "Grande Botto" viene provato dal fatto che le Galassie, che sono il residuo di questa grande esplosione, si stanno allontanando l'una dall'altra ancora oggi a grande velocità. L'universo stesso si sta espandendo, e i suoi vari pezzi si stanno allontanando come fanno le macchie disegnate su un palloncino sgonfio, se poi il palloncino viene gonfiato vedremo le macchie allontanarsi l'una dall'altra sempre di più.
Un'altra scoperta che prova il Big Bang è "il Rumore di Fondo" dell'Universo, che altri non sarebbe che la radiazione, l'eco, della gigantesca esplosione iniziale.
La Relatività

Secondo la Teoria della Relatività di A. Einstein, lo spazio e il tempo sono strettamente legati. Ad esempio, secondo questa teoria, un astronauta che viaggiasse alla velocità della luce (299 792.49 Km al secondo), per 1 anno, al suo ritorno sulla Terra si accorgerebbe che sul pianeta sono passati molti anni. Infatti viaggiando a velocità vicine a quella della luce il tempo si contrae. Anche lo spazio stesso è relativo, rispetto alla velocità con cui un osservatore viaggia. L'Universo descritto da Einstein ha 4 dimensioni: una linea ha una sola dimensione, una superfice ha a 2 dimensioni, mentre il volume ha le 3 dimensioni; il continuo spazio-tempo ha le 3 dimensioni spaziali(lunghezza-altezza-profondità) più la dimensione del Tempo.
L'Universo si sta espandendo creando il suo spazio-tempo.



Le Galassie e i Buchi Neri

Molte delle Galassie hanno forma a spirale, compreso la nostra Galassia che si chiama "la Via Lattea". Nel centro di ogni Galassia si ipotizza ci sia un Buco Nero gigantesco che risucchia tutta la materia che gli sta più vicino. Esso tiene unita con la sua enorme forza di gravità (attrazione) la materia che gli è più distante e che inizia a ruotargli intorno. Bisogna immaginarsi che lo "spazio" sia una specie di tessuto elastico: se noi appoggiamo una biglia di ferro su un tessuto elastico essa incurverà il tessuto fino a creare una buchetta, entro la quale cadrà ogni cosa che non ha sufficiente distanza e forza di rotazione per sfuggire. I buchi neri si formano a partire da enormi stelle che hanno la massa almeno 100 volte maggiore di quella del Sole. Esse alla fine del ciclo della loro vita esplodono, e vengono chiamate "Super-Novae", infine la materia residua collassa-crolla su se stessa a formare il "Black Hole", il buco-nero.
Nel sito web hubblesite.org, che noi abbiamo visitato nell'aula multimediale, si possono trovare molte risorse, immagini, animazioni e video che mostrano queste scoperte dell'astronomia.